domenica 18 aprile 2010

Barak Obama: la luna non basta...



Barak Obama ha comunicato il 15 aprile la sua intenzione di aumentare il budget della NASA di 6 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni, come investimento nel futuro dell’America, e al tempo stesso una sfida per l’agenzia spaziale a sviluppare il suo patrimonio di innovazione e scoperta.
"Quello che vogliamo fare non è semplicemente continuare sulla stessa strada”, ha affermato il Presidente. "Vogliamo entrare nel futuro. Vogliamo ottenere risultati storici, che rappresentino una trasformazione della NASA."
Rivolgendosi ad una platea formata da centinaia di persone nel Kennedy Space Center in Florida all’apertura della "Conference on the American Space Program for the 21st Century", Obama ha confermato ai presenti il suo sostegno alla NASA.
Nessuno è più convinto di me della necessità di procedere con il volo spaziale umano, l’esplorazione dello spazio con esseri umani a bordo, ma non possiamo farlo alla vecchia maniera, bensì attraverso un approccio intelligente che ci permetta di arrivare dove vogliamo."
Obama è stato presentato alla platea dall’Amministratore della NASA Charles Bolden. Prima del video in fondo al post, riportiamo alcuni passaggi di questo discorso emozionante e dalla portata storica, il cui testo integrale è disponibile qui, nel sito della NASA.

Svilupperemo l’esplorazione automatizzata del sistema solare, compresa l’osservazione dell’atmosfera del sole, nuove missioni dirette verso Marte e altre destinazioni, e un nuovo telescopio avanzato che si affianchi ad Hubble, che ci permetta di guardare l’Universo più in profondità di quanto sia mai stato fatto.”

All’inizio del prossimo decennio, una serie di voli con equipaggio eseguiranno i test dei sistemi richiesti per l’esplorazione al di là dell’orbita terrestre, ed entro il 2025 vi saranno nuovi velivoli spaziali sviluppati per viaggi di lunga durata, che ci consentano di intraprendere le prime missioni con equipaggio nella storia umana dirette oltre la luna, nello spazio profondo. Inizieremo inviando astronauti su di un asteroide per la prima volta nella storia. A metà degli anni ’30, credo che saremo in grado di inviare astronauti nell’orbita di Marte che siano in grado di rientrare sulla terra, e poi l’atterraggio su Marte sarà la fase successiva. Ed è mia intenzione essere ancora lì ad assistere allo spettacolo.”

Un po’ più di 40 anni fa, gli astronauti scesero i nove pioli della scala del modulo lunare Eagle, e ai loro piedi fu permesso di toccare la polverosa superficie della sola luna del nostro pianeta. Fu il culmine di una scommessa pericolosa e azzardata, un’impresa che ci ha spinto al limite della nostra conoscenza, della nostra abilità tecnologica, della nostra intrinseca facoltà di esseri umani di risolvere problemi. Non si trattò soltanto del più grande risultato della storia della NASA, ma di uno dei maggiori della storia dell’umanità.
E la domanda che dobbiamo porci oggi è se sia trattato dell’inizio, o della fine di qualcosa. Io scelgo di pensare che fosse solo l’inizio
.”





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