lunedì 27 settembre 2010

L'ONU nomina un'ambasciatrice per accogliere gli alieni.

(da La Stampa.it 27 settembre 2010)
All'ONU un ufficio si occupa di programmare un eventuale incontro con gli extraterrestri
LONDRA

Quando e se gli alieni sbarcheranno sulla Terra e chiederanno di parlare con un rappresentante, colei che risponderà sarà Mazlan Othman, l'astrofisica malese incaricata dall’Onu di accogliere gli extraterrestri.

La donna, 58 anni, verrà nominata ufficialmente a capo del Ministero degli Affari Spaziali (Unoosa) dell’organizzazione internazionale la prossima settimana, in occasione della conferenza della Royal Society Kavli Foundation nel Buckinghamshire, in cui la Othman presenterà il suo "piano". La divulgazione dei progetti seguiti dall'astrofisica, che è stata a capo dell'agenzia spaziale malesiana con cui ha organizzato la preparazione al lancio del primo astronauta del suo Paese, si è resa necessaria data la scoperta di centinaia di nuovi pianeti che, secondo la stessa scienziata, «aumenterà le possibilità di rilevare la presenza di vita extrattereste nel cosmo». E questo significa che l'Onu deve essere pronto a coordinare la risposta dell'umanità a un eventuale «primo contatto», come riporta il Telegraph.

«La continua ricerca di comunicazioni extraterrestri ci permette di sperare che un giorno l'umanità riceverà segnali dagli alieni - ha spiegato la Othman ai colleghi scienziati - quando questo succederà dovremo avere in piedi una risposta coordinata che tenga conto della delicatezza del soggetto: l'Onu è una struttura già pronta per mettere in piedi questo meccanismo». Il professor Richard Crowther, esperto in diritto nello spazio presso l'agenzia spaziale che guida le delegazioni del Regno Unito alle Nazioni Unite, ha dichiarato che l'astrofisica malese è «la persona più adatta se un alieno dovesse chiedere di portarlo dal nostro leader».

Il piano per rendere l'Unoosa l'ufficio di coordinamento per affrontare gli incontri con gli alieni sarà discusso dai comitati scientifici consultivi delle Nazioni Unite e a fine assemblea dovrebbe raggiungere la sua versione conclusiva. Il punto di maggior dibattito sarà su come i futuri visitatori dovrebbero essere salutati.

All'interno del Trattato sullo spazio nel 1967, che sovrintende l'Unoosa, i membri delle Nazioni Unite avevano deciso di proteggere la Terra dalla contaminazione di specie aliene, con la loro sterilizzazione. La Othman sostiene invece un approccio più tollerante, nonostante il professor Stephen Hawking abbia avvertito che gli intrusi stranieri debbano essere trattati con cautela: «Immagino che possano vivere in navi enormi, avendo esaurito tutte le risorse del loro pianeta natale. Il risultato per noi sarebbe come quando Cristoforo Colombo sbarcò in America: le cose non andarono molto bene per i nativi americani».

POST-SCRIPTUM: purtroppo la notizia è stata smentita dall'ONU e dalla diretta interessata nei giorni successivi alla sua circolazione in tutto il mondo.

venerdì 24 settembre 2010

AETNACON 2010: il 1° Festival siciliano della FS e del Fantastico.

Ricevo comunicato stampa dalle Edizioni Della Vigna, e volentieri pubblico.

Catania, Aetnacon 2010, sabato 25 e domenica 26 settembre 2010.

In occasione del decimo anniversario della fanzine Fondazione, si tiene presso l'Orto Botanico (Via Etnea 397) la manifestazione Aetnacon 2010 - Primo festival siciliano della fantascienza e del fantastico. Tra gli ospiti Donato Altomare, Ugo Malaguti, Ian Watson.
La manifestazione vedra' la presenza delle Edizioni Della Vigna e di Elara; sara' quindi un'occasione per gli amici siciliani di incontrare alcuni autori (tra cui Claudio Chillemi, Emilio Di Gristina, Enrico Di Stefano).
Ne approfitteremo per presentare in anteprima il volume Federico, la favolosa infanzia di un sovrano leggendario, ma si parlerà anche de L'isola scolpita di Donato Altomare e di Passi nel Tempo di Enrico Di Stefano.
Si svolgeranno tornei e partite dimostrative di Yu-Gi-oh!, Warhammer e altri giochi, una mostra di libri, gadget, collezionabili, due concerti a cura dell'Associazione Darshan. Presente anche una delegazione dello Star Trek Italian Club.
Naturalmente, per tutta la durata della manifestazione sara' possibile acquistare i nostri libri.
Il programma completo e' disponibile a questo indirizzo.
Ingresso gratuito alla manifestazione, a pagamento per i concerti serali.

lunedì 13 settembre 2010

Universi Paralleli: G-SPEAK

Tecnologie di comune impiego in Metaversi lontani, nel nostro sono regolati dall’economia di scala del sistema. Da noi, insomma, il futuro è una funzione del budget disponibile, più che dello scorrere del tempo. In altre parole, se non abbiamo ancora un’applicazione o una tecnologia, se nel nostro immaginario essa è “avveniristica”, la domanda corretta non è “quanto tempo ci vorrà per averla”, ma “quanto denaro”.
Ecco un esempio.
La californiana Oblong ha messo a punto (e non da ieri), e sta sviluppando ulteriormente, G-Speak, il primo sistema operativo in tre dimensioni. Guardate il filmato (con l’occasione ho il piacere di fare un po’ di pubblicità a VIMEO, piattaforma audio-video di gran lunga superiore a You Tube in termini di resa sonora).



Il sistema G-Speak è stato realizzato già da un paio d’anni, e l’azienda lo sta ulteriormente perfezionando sottoforma di varie applicazioni commerciali.
Grazie a guanti dotati di sensori e speciali telecamere, questo rivoluzionario sistema consente di interagire con molteplici ambienti, tramite il semplice movimento delle mani nell’aria, senza toccare la superficie del display. Non è insomma uno dei tanti touch-wall o touch-screen in circolazione.
Vi ricorda… qualcosa?

sabato 11 settembre 2010

The Dark Side of the Moon al Mu.Fant

Nel nome della Luna cui questo Blog è da sempre "consacrato", ancor più volentieri pubblichiamo il comunicato stampa ricevuto dagli amici del Mu.Fant di Torino.


I Fanta Days del Mu.Fant:
“THE DARK SIDE OF THE MOON”
MUSICHE RACCONTI IMMAGINI DALLO SPAZIO
sabato 18 Settembre 2010
ore 21,00 – 23,00
--- Spazio Mu.Fant ---
via Luini 195 Torino

Lo Spazio Mu.Fant – museo-lab del Fantastico e della Fantascienza di via Luini 195 – inaugura la programmazione autunnale con un Fanta Day dedicato alla Luna.
Sabato 18 settembre, nel contesto della mostra “Ferraglie spaziali” - retrospettiva sull’opera artistica di German Impache - avrà luogo una performance di musica, parole, racconti e immagini, al confine tra scienza e fantascienza, interamente dedicata al nostro meraviglioso satellite.
A partire dalle suggestioni musicali live dei Pink Sound - band che propone le atmosfere e le sonorità dei Pink Floyd - prenderà forma una performance ispirata al mito, alla fantasia ed alla realtà dello sbarco sulla Luna.
La serata alternerà momenti musicali a proiezioni commentate di blob cinematografici, presentazione di testi, interpretazioni teatrali e letture.

Programma

L’esecuzione del capolavoro The Dark Side of the moon da parte dei Pink Sound sarà inframezzata da:

La Luna nell’esordio del cinema fantastico del primo ‘900”: blob tratti, tra gli altri, da Viaggio nella Luna di Méliès e Una donna nella Luna di Lang;
Brani dalla Luna”. Letture a cura dell’attore Pietro Giau tratte da Jules Verne, H. G. Wells e dai più noti autori fantastici.
La luna nella fantascienza cinematografica hollywoodiana anni ‘50”: blob tratti da Uomini sulla Luna di Pichel, Dalla Terra alla Luna di Askin, Base Luna chiama Terra di Juran.
Dalla fantascienza alla scienza: lo sbarco”. Antonino Fazio, casa editrice Elara, presenta il volume Progetto Apollo: il sogno più grande dell'uomo, testo di Luigi Pizzimenti dedicato alla storia dell'astronautica e alle missioni lunari.
Lo Scetticismo”. blob tratti da Capricorn One di Hyams e dalle pellicole che in vario modo oppongono dubbi alla realtà dello sbarco.

Silvia Casolari e Davide Monopoli, curatori del Mu.Fant, accompagneranno i visitatori attraverso la collezione permanente fra Mad doctors, astronavi, robot, creature aliene, modellini, costumi, toys, gadget, editoria.

Info e prenotazioni:
Ingresso: tessera associativa, 3 euro.
Tel. 011/19702033 - Cell: 349 8171960 – 347 5405096
associazioneimmagina@gmail.com
facebook : Mufant Casolari Monopoli
Skype: associazione.immagina
www.pink-sound.fan-club.it




martedì 7 settembre 2010

The Jamie Bishop Memorial Award for an Essay Not in English


The International Association for the Fantastic in the Arts is pleased to continue its annual award for a scholarly essay on the fantastic written in a language other than English. The prize is $250 U.S. and one year's free membership in the IAFA to be awarded at the International Conference on the Fantastic in the Arts in March 2011. Winning essay to be published online at the IAFA web site.
Submission Instructions
Deadline: October 31, 2010.
IAFA define the fantastic to include science fiction, folklore, and related genres in literature, drama, film, art and graphic design, and related disciplines. We consider essays of up to 10,000 words (including notes and bibliography). Essays may be unpublished scholarship submitted by the author, or already published work nominated either by the author or another scholar (in which case the author's permission should be obtained before submission). An abstract in English must accompany all submissions. Submissions may be made electronically (preferred) in MS Word, Word Perfect, or RTF format, or by mail.
Please direct all inquiries and submissions to:

Dale Knickerbocker
Department of Foreign Languages and Literatures
East Carolina University
Greenville, NC 27858 USA
knickerbockerd@ecu.edu
Fax: 252-328-6233

Premio in memoria di Jamie Bishop per il miglior saggio in lingua non inglese


La International Association for the Fantastic in the Arts è lieta di rinnovare il premio annuale per un saggio accademico sul fantastico scritto in lingua diversa dall’inglese. Il premio ammonta a 250 U.S. $ più l’adesione gratuita per un anno alla IAFA, consegnati in occasione della International Conference on the Fantastic in the Arts a marzo 2011. Il saggio vincitore verrà pubblicato online nel sito web della IAFA.
Istruzioni per la partecipazione
Deadline: 31 ottobre 2010.
La IAFA definisce il fantastico come comprensivo di fantascienza, folklore, e generi correlati, nella letteratura, nel teatro, nel cinema, nell’arte e nel fumetto, e nelle discipline correlate. Saranno accettati saggi di lunghezza massima pari a 10.000 parole (comprese note e bibliografia). I saggi potranno essere lavori accademici inediti inviati dall’autore, o lavori già pubblicati segnalati dall’autore o da un altro accademico (nel qual caso prima dell’invio dovrà essere ottenuto il consenso dell’autore). Un abstract in inglese dovrà essere allegato al lavoro inviato. L’invio può avvenire (preferibilmente) in formato elettronico MS Word, Word Perfect, o RTF, o per via postale.
Per ogni chiarimento e per trasmettere il materiale rivolgersi a:

Dale Knickerbocker
Department of Foreign Languages and Literatures
East Carolina University
Greenville, NC 27858 USA
Fax: 252-328-6233

Premio Jamie Bishop de ensayo en lengua no inglesa


La International Association for the Fantastic in the Arts anuncia la convocatoria del premio anual Jamie Bishop Memorial Award for an Essay Not in English al mejor ensayo académico en lengua no inglesa sobre el género fantástico.
Como fantástico se consideran la ciencia ficción, folklore y géneros afines en literatura, teatro, cine, ilustración y diseño gráfico, y otros campos relacionados.
Premio: 250 USD (dólares USA) y una inscripción por un año a la IAFA. Dicho premio se fallará durante la International Conference on the Fantastic in the Arts, en marzo del 2011, y se publicará en la web de la IAFA.
Los ensayos pueden ser trabajos académicos inéditos presentados por su autor, o bien trabajos ya publicados presentados por su autor o por otro académico (en cuyo caso deberán contar con una autorización expresa del autor). Todos los trabajos deben acompañarse de un resumen en inglés.
Los trabajos pueden remitirse, preferentemente, en formato electrónico (MS Word, WordPerfect o RTF), o bien por correo.
El plazo de admisión se cerrará el 31 de Octubre de 2010, y todos los trabajos, así como la posible correspondencia deberá ser dirigida a:

Dale Knickerbocker
Department of Foreign Languages and Literatures
East Carolina University
Greenville, NC 27858 EE.UU.
Fax: 252-328-6233

lunedì 6 settembre 2010

Assegnati i Premi Hugo 2010.

Si chiude con un pari merito, alla cerimonia di premiazione della Aussiecon 4 - 68th World Science Fiction Convention a Melbourne, Australia, l’assegnazione del Premio Hugo della categoria più prestigiosa. L'italo-americano Paolo Bacigalupi completa così la messe di vittorie nell’anno in corso. Da segnalare anche la vittoria, fra i lungometraggi, di Moon di Duncan Jones. Ci riempie di gioia anche il premio ottenuto da Peter Watts, l’autore canadese vittima delle vicissitudini di cui parlammo qui a suo tempo.

Miglior romanzo: a pari merito, "The City & The City", China Miéville (Del Rey; Macmillan UK); "The Windup Girl", Paolo Bacigalupi (Night Shade)

Miglior romanzo breve: “Palimpsest”, Charles Stross (Wireless; Ace, Orbit)

Miglior racconto: “The Island”, Peter Watts (The New Space Opera 2; Eos)

Miglior racconto breve: “Bridesicle”, Will McIntosh (Asimov’s 1/09)

Miglior saggio: This is Me, Jack Vance! (Or, More Properly, This is “I”), Jack Vance (Subterranean)

Miglior fumetto: Girl Genius, Volume 9: Agatha Heterodyne and the Heirs of the Storm scritto da Kaja e Phil Foglio, illustrato da Phil Foglio, colore Cheyenne Wright (Airship Entertainment)

Miglior film: Moon sceneggiato da Nathan Parker, storia di Duncan Jones; diretto da Duncan Jones (Liberty Films)

Miglior film breve: Doctor Who: “The Waters of Mars” scritto da Russell T Davies & Phil Ford; diretto da Graeme Harper (BBC Wales)

Miglior curatore di collane di romanzi: Patrick Nielsen Hayden

Miglior curatore di riviste, raccolte, antologie: Ellen Datlow

Miglior artista professionista: Shaun Tan

Miglior rivista semiprofessionale: Clarkesworld edita da Neil Clarke, Sean Wallace, & Cheryl Morgan

Miglior autore non professionista: Frederik Pohl

Miglior Fanzine: StarShipSofa edita da Tony C. Smith

Miglior artista non professionista: Brad W. Foster

Ed il Premio John W. Campbell per il miglior autore esordiente (presentato da Dell Magazines): Seanan McGuire


(fonte: sito ufficiale The Hugo Awards)

domenica 5 settembre 2010

Hawking: "Non fu Dio a creare l'universo"

(da Repubblica Scienze 3 settembre 2010)

La teoria nel nuovo libro dello scienziato: "Il Big Bang deriva solo dalle leggi della fisica". Molte reazioni dei teologi, dopo questo annuncio, alla vigilia della visita del Papa - dal nostro corrispondente Enrico Franceschini.

Hawking: "Non fu Dio a creare l'universo"

LONDRA - L'universo ha bisogno di un Creatore? "No". La perentoria risposta arriva dal professor Stephen Hawking, l'astrofisico più famoso del mondo, considerato da molti l'erede di Newton, del quale ha per così dire ereditato la prestigiosa cattedra all'università di Cambridge. In un nuovo libro che esce in questi giorni, l'autore del best-seller internazionale Dal Big Bang ai buchi neri sostiene, sulla base di nuove teorie, che "l'universo può essersi creato da sé, può essersi creato dal niente" e dunque "non è stato Dio a crearlo".
La sua affermazione occupava ieri tutta la prima pagina del Times di Londra, come una sfida, l'ennesima, della scienza alla religione. "Così come Darwin ha smentito l'esistenza di Dio con la sua teoria sull'evoluzione biologica della nostra specie", commenta Richard Dawkins, biologo difensore dell'ateismo, "adesso Hawking la nega anche dal punto di vista della fisica". Nel suo libro più famoso, l'astrofisico aveva cercato di spiegare che cosa accadeva "prima" del Big Bang, ossia prima che nascesse il tempo, lasciando il quesito irrisolto. Il capitolo conclusivo conteneva un ragionamento che alcuni interpretarono come l'idea che Dio non fosse incompatibile con una comprensione scientifica dell'universo: scoprire cosa c'era prima Big Bang, arrivare a una "completa teoria" dell'universo - scriveva Hawking - "sarebbe il più grande trionfo della ragione umana, perché a quel punto conosceremmo la mente di Dio".
Ma nella sua nuova opera, intitolata The Grand Design (Il grande disegno o progetto) e scritta insieme al fisico americano Leonard Mlodinow, lo scienziato offre la risposta: anziché essere un evento improbabile, spiegabile soltanto con un intervento divino, il Big Bang fu "una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica". Scrive Hawking: "Poiché esiste una legge come la gravità, l'universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c'è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l'universo, per cui esistiamo noi". Nel libro, lo studioso predice inoltre che la fisica è vicina a formulare "una teoria del tutto", una serie di equazioni che possono interamente spiegare le proprietà della natura, la scoperta considerata il Santo Graal della fisica dai tempi di Einstein.
E' tuttavia la sua asserzione che Dio non ha creato l'universo, e dunque non esiste, a suscitare eco e polemiche. "Se uno ha fede", osserva il professor George Ellis, docente di matematica applicata alla University of Cape Town, "continuerà a credere che sia stato Dio a creare la Terra, l'Universo o perlomeno ad accendere la luce, a innescare il meccanismo che ha messo tutto in moto, prima del Big Bang o del presunto nulla che lo ha preceduto". Ma il campo dell'ateismo accoglie la pubblicazione del libro di Hawking come una vittoria della ragione e della scienza, da celebrare a due settimane dalla visita in Inghilterra di papa Benedetto XVI, che non sarà per niente d'accordo con Hawking.
Nel nuovo libro, l'astrofisico rivela che il riferimento alla "mente di Dio" nel suo precedente volume sul Big Bang era stato male interpretato. Hawking non ha mai creduto che scienza e religione fossero conciliabili. "C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento", conclude. "E la scienza vincerà perché funziona".

(03 settembre 2010)

sabato 4 settembre 2010

Premio Giulio Verne: parte l'edizione 2011.


Ricevo e volentierissimo pubblico il comunicato degli amici dell'associazione che organizza il Premio Nazionale di Letteratura Fantascientifica Giulio Verne, associato come di consueto alla manifestazione Levantecon

Organizzatore: Ass. Culturale Giulio Verne
Infotel Ufficio Stampa: 347 1003115 (Giuseppe Picca)
Email: ufficiostampa@levantecon.it - concorsoetterario@levantecon.it

Bari – Seconda edizione del “Premio di Letteratura
Fantascientifica Giulio Verne”.

La seconda edizione del “Premio di Letteratura Fantascientifica Giulio Verne”, organizzato dalla “Associazione Culturale Giulio Verne”.
La “Associazione Culturale Giulio Verne” è fiera di annunciare che dal primo settembre è partita la seconda edizione del "Premio di Letteratura Fantascientifica Giulio Verne", prestigioso concorso letterario rivolto a tutti gli scrittori amanti della fantascienza. Unica nel suo genere, l’Associazione Culturale Giulio Verne, promotrice attiva nella divulgazione della cultura fantascientifica e scientifica, è sempre in prima linea nell’organizzare eventi che dimostrino gli stretti legami esistenti fra questi due generi. Il Premio di Letteratura Fantascientifica Giulio Verne si pone lo scopo di diventare un punto di riferimento concreto per tutti gli scrittori di fantascienza, nazionali e non, che vorranno cimentarsi nello scrivere racconti avventurosi e fantasiosi capaci di catturare i lettori di oggi e ispirare gli scienziati di domani.
La premiazione avverrà presso lo Sheraton Nicolaus Hotel di Bari (Via Ciasca Cardinale Agostino, 27) nel marzo 2011, all’interno della manifestazione nazionale “LevanteCon – la manifestazione italiana di Scienza e Fantascienza” organizzata dalla Associazione Culturale Giulio Verne in collaborazione con il “Parco Astronomico Sidereus” e il Club di Star Trek “Nautilus”. I vincitori verranno premiati sul palco della manifestazione e avranno la possibilità di confrontarsi con il pubblico illustrando il proprio lavoro e rispondendo alle domande che verranno loro rivolte.
Importati i premi conferiti. Oltre a targhe, buste filateliche a tema spazio e libri di fantascienza, al primo classificato, in particolare, andrà un assegno di 500,00 (cinquecento/00) euro. In aggiunta alla premiazione dei primi tre classificati, inoltre, verrà anche assegnato il Premio Speciale “Fantascienza Spaziale: strani, nuovi mondi”, un riconoscimento particolare conferito all’autore che si sarà distinto nello scrivere il miglior racconto che abbia come tema i viaggi nello spazio. Al vincitore del Premio Speciale andrà un prezioso cosmogramma (busta filatelica da collezione viaggiata nello spazio) ed un trofeo esclusivo realizzato appositamente per l’evento.
Verrà anche attribuito il “Premio Miglior Giovane Autore”. Il Premio Speciale è un riconoscimento che la giuria vuole dare all’autore più giovane (che non abbia compiuto 25 anni al 31/12/10) che si è segnalato grazie alla sua opera. Questo premio permetterà a un giovane esordiente o a un giovane autore di essere pubblicato su una rivista prestigiosa o sul libro del premio che sarà edito da un’importante editore.
Anche in questa edizione del premio letterario, come poi accaduto nella precedente, il primo, secondo, terzo classificato e il vincitore del premio Speciale della Giuria e il Miglior Giovane Autore avranno il piacere di essere pubblicati in un volume edito da un editore professionista.
Ad impreziosire ulteriormente il concorso, la Giuria del Premio si avvarrà della prestigiosa presenza del famoso scrittore di fantascienza Donato Altomare, autore di celebri libri come “Il dono di Svet”, “Vladimir Mei, libero agente” e "Sinfonia per l’Imperatore” e il vicedirettore del mensile “Focus” Mauro Gaffo.
Con questo concorso” – dichiara il Responsabile della Giuria – “vogliamo creare un evento che diventi un vero proprio un punto di riferimento per gli scrittori di fantascienza di tutto il Paese, e non, per arricchire lo scenario culturale del Sud Italia, purtroppo spesso carente di tali eventi”.
Con il Premio Speciale, inoltre” – aggiunge lo scrittore molfettese Donato Altomare, componente della Giuria del Premio – “ si vuole spingere gli scrittori di fantascienza a tornare a scrivere racconti di fantascienza che abbiano come tema i viaggi nello spazio e l’analisi dell’uomo attraverso la metafora dell’alieno, andando oltre il genere catastrofico, per illustrare un futuro più positivo ed una tecnologia che sia d’ispirazione per i ricercatori del futuro.”
La prima edizione del premio é stata coronata da un grande successo avendo visto, come partecipanti, oltre 150 opere di altrettanti scrittori.

Ufficio Stampa
Giuseppe Picca

Web Site Convention Nazionale - LevanteCon


Flickr - Album Premio Letterario Giulio Verne


Web Site - Associazione Culturale Giulio Verne


Flickr - Album LevanteCon


Facebook - Associazione Culturale Giulio Verne


YouTube - LevanteCon

PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA FANTASCIENTIFICA - GIULIO VERNE
BARI 2011 - SHERATON NICOLAUS HOTEL & CONFERENCE CENTER

domenica 29 agosto 2010

Premio Odissea: il vincitore.

Ricevo e pubblico il comunicato inviato da Delos Books.
La giuria finale del Premio Letterario Odissea, composta da Gianfranco Viviani, Franco Forte, Silvio Sosio e Luigi Pachì, ha scelto tra la rosa dei finalisti come vincitore della seconda edizione del premio il romanzo

INFEZIONE GENOMICA
di Giovanni Burgio

Giovanni Burgio, 49 anni, bolognese, è un entomologo. Una passione e un lavoro che spesso hanno trovato applicazione nei suoi racconti, con i quali ha vinto diversi premi prestigiosi come il Premio Alien, il Premio Lovecraft, il Premio Courmayeur.
Nel romanzo Infezione genomica gli insetti non sono presenti, ma l'approccio scientifico, e in particolare biologico, è comunque curatissimo. Su di esso Burgio sa costruire una storia avvincente, ricca anche di azione, che trascina il lettore dalla prima all'ultima pagina fino a un finale imprevedibile.
Il romanzo uscirà nella collana Odissea nel corso del prossimo anno e sarà pubblicato anche in versione ebook. Appena sarà disponibile la versione stampata verrà spedita una copia a tutti i partecipanti a questa edizione del premio.

Ricordiamo i titoli degli altri romanzi finalisti, anch'essi apprezzati dalla giuria:

Fabio Furlanetto, 101 usi per un universo morto
Daniela Gambo, Oltre la galassia d'origine
Antonio Leggieri, Toby Rice e la cappella oscura
Stefano Noventa, Il patto degli dèi
Stefano Pastor, La tomba
Cosimo Vitiello, Salto nel buio

Ricordiamo che è ancora aperta, fino al 30 settembre, la TERZA EDIZIONE del premio, il cui bando e regolamento è disponibile a questo indirizzo.

Staff Delos Books

sabato 21 agosto 2010

Cara, vecchia luna.

Come immagine di questo Blog, non può non interessarci la sorte del nostro satellite.
Riporto video e articolo pubblicati ieri da Repubblica in merito al suo invecchiamento, e all’allontanamento dalla Terra su cui si potrebbero pronunciare facili ironie.



Le prime rughe sulla faccia della Luna
Studio su Science: le "pieghe" sulla crosta sono l'effetto del raffreddamento interno dell'astro. La Nasa: si rimpiccolisce e mostra segni di "invecchiamento" sulla superficie
di ELENA DUSI, Repubblica 20 agosto 2010

Anche la Luna invecchia. Si rimpicciolisce e si riempie di rughe, ma se il passare dei miliardi di anni scalfisce la sua superficie, non per questo il cerchio luminoso perde di grazia ai nostri occhi. Per osservare la contrazione del suo raggio (cento metri su un totale di 1.700 chilometri) c'è stato infatti bisogno di una missione Nasa.
Una missione studiata per cogliere ogni dettaglio delle dimensioni di un metro sulla superficie del satellite. Gli apparecchi a bordo della Lunar Reconnaissance Orbiter (la sonda Lro che da giugno 2009 è in orbita attorno alla Luna) hanno notato che la contrazione del raggio produce un effetto secondario sulla superficie.
Le faglie di cui è composta la crosta si ritrovano troppo strette una contro l'altra, iniziano a spingere e creano dei rigonfiamenti che ricordano le immagini della grande muraglia cinese ripresa dai nostri satelliti artificiali.
A notare le "rughe" della Luna furono per prime le missioni Apollo 15, 16 e 17 all'inizio degli Anni 70. Ma non diedero troppo peso a quelle cicatrici, anche perché le loro osservazioni restarono limitate a un quinto della superficie vicino all'equatore.
La sonda della Nasa ora ha scoperto altri 14 di questi rigonfiamenti - lunghi poche decine di chilometri e alti un centinaio di metri - distribuiti lungo tutta la superficie del satellite. "Sono l'effetto del raffreddamento dell'interno della Luna e risalgono a tempi relativamente recenti" spiega Thomas Watters, lo scienziato della Smithsonian Institution che firma con altri colleghi uno studio oggi su Science.
Quando usa la parola "recenti", Watters non riesce a precisare la data della comparsa delle prime rughe sul viso della Luna. Si limita a escludere che ciò sia avvenuto oltre un miliardo di anni fa (circa un quinto dell'età del satellite), epoca in cui il raffreddamento progressivo del nucleo fece cessare del tutto l'attività vulcanica.
Da quel momento solo l'impatto con i meteoriti ha modificato l'aspetto esterno della Luna. E il fatto che i rigonfiamenti si siano presentati agli occhi della sonda Nasa con crinali aguzzi, pareti ripide e nessun segno di collisione con altri corpi celesti ha spinto gli scienziati a classificare le "rughe" come molto recenti.
Il passaggio da una fase liquida e ribollente a un progressivo raffreddamento, e quindi al ridursi delle dimensioni, non è d'altronde un fenomeno limitato al nostro satellite. Anche Mercurio e Marte hanno la superficie solcata da rigonfiamenti simili a quelli appena scoperti da Lro, ma molto più alti: fino a un chilometro di quota.
Su uno di questi crinali, frutto delle spinte tettoniche di una Luna sempre più anziana, si arrampicarono anche due astronauti di Apollo 17, Eugene Cernan e Harrison Schmitt. Era il 1972: l'ultima visita dell'uomo all'astro grazioso. Da allora, oltre che rimpicciolirsi, raffreddarsi e raggrinzirsi, la Luna si sta anche allontanando da noi al ritmo di quasi 4 centimetri l'anno.

sabato 31 luglio 2010

UNIVERSI PARALLELI: Sete d'energia.

Oggi, nelle cronolinee più lontane della serie FIN, caratterizzate dall’affermazione, come potenza mondiale unica, dei popoli nordici (corrispondenti più o meno alle nostre Scandinavia e Groenlandia, ma con un’isola derivante da una zolla sub-continentale aggiuntiva, abitata da una popolazione di ceppo linguistico asiatico) ci giunge notizia che è stata dismessa l’ultima centrale termoelettrica tradizionale a carbone. Si trovava in Giappone (che in questi Metaversi è un regno a basso sviluppo tecnologico), e verrà trasformata in un museo. Sui quotidiani di quei mondi è dato grande spazio alla vicenda.
Nel nostro Universo, come mostrano i due esempi seguenti, dobbiamo accontentarci di briciole di tecnologia, che in barba ai proibizionisti del traffico intermondiale ci arrivano grazie ad hacker in grado di scaricare qualche manuale tecnico dai siti delle aziende produttrici degli altri mondi. Un tipo di spionaggio industriale quanto mai benvenuto.

Presso Venezia la prima centrale elettrica al mondo alimentata a idrogeno.
L'impianto Enel da 16 megawatt si basa su un ciclo combinato per produrre energia e calore.

FUSINA (Venezia) - La prima centrale elettrica di dimensioni industriali alimentata a idrogeno al mondo è entrata in funzione lunedì 12 luglio a Fusina, in provincia di Venezia. L'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, il governatore del Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni hanno inaugurato l'impianto. La scelta di Fusina come sede della sperimentazione è dovuta alla presenza della centrale termoelettrica a carbone e del vicino polo petrolchimico di Marghera che ha fornito le materie prime. L'impianto, con una potenza di 16 Mw, si basa su un ciclo combinato in cui un turbogas viene alimentato con idrogeno per produrre energia elettrica e calore. Il turbogas è equipaggiato con un a camera di combustione sviluppata per essere alimentata con idrogeno, senza emissione di CO2 e con bassissime emissioni di ossidi di azoto. L'energia termica liberata dalla combustione viene convertita in energia elettrica nella turbina a gas, sviluppando una potenza di circa 12 Mw, mentre i fumi di scarico sono costruiti esclusivamente da aria calda e vapore acqueo. L'impianto ha richiesto un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro.
IMPIANTO - Il rendimento del ciclo viene aumentato sfruttando il calore presente nei fumi di scarico per produrre vapore ad alta temperatura che, inviato alla centrale a carbone esistente, produce ulteriore energia per una capacità aggiuntiva di circa 4 Mw, con un rendimento elettrico complessivo pari al 41,6%. L' impianto è in grado di produrre 60 milioni di kilowattora all'anno e può soddisfare l'esigenza di 20 mila famiglie, evitando l'emissione di 17 mila tonnellate di anidride carbonica. Dopo un'ampia sperimentazione, concordata con Regione Veneto, Provincia e Comune di Venezia, la centrale è in grado di utilizzare in piena sicurezza 70 mila tonnellate di combustibile derivato dalla raccolta differenziata e dal trattamento dei rifiuti solidi urbani (Cdr). È l'equivalente dei rifiuti prodotti da 300 mila persone: usando al posto del carbone il Cdr per alimentare le caldaie della centrale, ne viene recuperato il contenuto energetico ed evitata la messa in discarica, risparmiando emissioni di CO2 pari a circa 60 mila tonnellate all'anno.
«UNA PERLA» - Si tratta di una «perla ingegneristica unica al mondo. Utilizza idrogeno anche se per il momento questa tecnologia è 5-6 volte più costosa di un impianto normale. Per questo non dobbiamo smettere di investire in Ricerca e sviluppo», ha sottolineato l'ad dell'Enel Fulvio Conti.

Corriere Scienze 12 luglio 2010 (ultima modifica: 15 luglio 2010)

La maxi centrale di Archimede.
Energia dagli specchi ustori. Primo impianto al mondo che funziona anche di notte. Soddisfa 4 mila famiglie.
PRIOLO (Siracusa) — Nasce la «fattoria del sole». A Priolo, nella conca di Augusta, simbolo con Melilli del triangolo industriale siracusano e del polo petrolchimico più grande d'Europa che vede la massima concentrazione di raffinerie, è partita la riscossa verso l'energia del futuro: pulita e rinnovabile. Giovedì 15 luglio è stata inaugurata a Priolo Gargallo la centrale solare termodinamica «Archimede», prima al mondo a utilizzare la tecnologia dei sali fusi integrata con un impianto a ciclo combinato.
INCENTIVI ALLE FONTI RINNOVABILI - Una giornata importante, che coincide anche con l'annuncio che il governo ha ripristinato nella Manovra il sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili, dato dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. A dieci anni dall'intuizione di Carlo Rubbia poi sviluppata dai ricercatori dell'Enea e successivamente industrializzata dall'Enel, prende così corpo un progetto, che nato sulla spinta della crisi energetica degli anni '80 portò alla costruzione di diverse centrali solari, tuttora in funzione nel deserto della California, il cui funzionamento è caratterizzato dall'utilizzo di specchi parabolici lineari per concentrare e riflettere la luce solare su tubi in cui scorre olio minerale (l'olio si riscalda e incanalato in una caldaia dove l'acqua si trasforma in vapore ad alta pressione e aziona le turbine per la produzione di energia elettrica).
LA FATTORIA DEL SOLE - Ma la nuova centrale di Priolo, la «fattoria del sole», per dirla con l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, costituisce una novità assoluta a livello mondiale, dal momento che prevede l'uso di sali fusi (ricavati da fertilizzanti) come fluido termovettore, ed è anche la prima al mondo a integrare un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica. Non solo. «Archimede» (il cui nome è anche un omaggio al grande fisico e matematico che oltre 2.200 anni fa con i suoi «specchi ustori» incendiò le navi romane e salvò Siracusa dall'assedio nemico) ha una caratteristica che la rende unica: è in grado di raccogliere e conservare per molte ore, lungo i suoi 5 chilometri e mezzo di tubi speciali che corrono attraverso 30mila metri quadri di specchi collettori parabolici, l'energia termica del sole per poter generare elettricità anche di notte o con il cielo coperto.
«La capacità dell'impianto, costato circa 60 milioni, è di 5 megawatt, considerando un funzionamento di circa 3mila ore all'anno. Un livello in grado di soddisfare il fabbisogno di 4mila famiglie », ha spiegato Conti. Che comunque riconosce «un costo per kilowattora superiore di almeno cinque o sei volte rispetto all'energia prodotta con le fonti fossili convenzionali». «In questo caso, però, con un risparmio di 2.100 tonnellate di petrolio all'anno e riducendo le emissioni di anidride carbonica per circa 3.250 tonnellate». Insomma, come dice Conti: «Un altro passo per il raggiungimento di un sogno: avere energia abbondante a basso costo e soprattutto sostenibile ».
Gabriele Dossena.

Corriere Scienze 15 luglio 2010 (ultima modifica: 20 luglio 2010)

venerdì 30 luglio 2010

Battlestar Galactica: The Exhibition.

Per i fortunati che avessero modo di recarvisi, prenderà il via a ottobre una eccezionale mostra presso il Museo di Seattle, dedicata a quella che ormai ha conquistato il suo posto nella storia del genere come la miglior serie di fantascienza di tutti i tempi.
Ecco l’annuncio tradotto dalla homepage del Museo.

"L’Experience Music ProjectScience Fiction Museum (EMPSFM) è orgoglioso di annunciare la prossima mostra dal titolo Battlestar Galactica: The Exhibition. Organizzata in partnership con la Universal Cable Productions e Syfy, la mostrà offrirà al pubblico tre sensazionali navi spaziali di scena a grandezza reale, costumi, filmati inediti, musica ed altri elementi del set della serie originale e delle successive. La mostra su Battlestar Galactica inizierà il 23 ottobre 2010 e sarà visitabile fino al 4 marzo 2012 presso l’EMPSFM di Seattle.
Battlestar Galactica è un dramma epico di dimensioni immani. Le ultime vestigia dell’umanità in fuga dall’orda dei Siloni cibernetici, attraverso lo spazio infinito, alla ricerca del mitico pianeta Terra. L’ambientazione di Battlestar Galactica si colloca fra navi spaziali e un nemico non umano, ma in ultima analisi si tratta di una sofisticata rappresentazione di un tentativo di preservare la propria umanità seppure in circostanze estreme. La serie indaga con il filtro della fantascienza le domande più complesse che si incontrano nel corso della vita.
Il comunicato stampa originale è qui."

Aggiungerei un celebratico* So say we all…


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* neologismo personale che continua a piacermi.

martedì 27 luglio 2010

«Possibile viaggiare nel tempo»

La chiave nella fisica quantistica. Possibili applicazioni per i computer del futuro.
Si avvicina il sogno più antico. «Possibile viaggiare nel tempo»
Una nuova teoria prevede il «teletrasporto» all’indietro di particelle alla condizione originaria

di Giovanni Caprara, Corriere della Sera Scienze, 25 luglio 2010 (ultima modifica: 26 luglio 2010)


MILANO — I viaggi nel tempo colpiscono di nuovo la mente degli scienziati che cercano, soprattutto attraverso la nuova fisica, di trovare risposte; almeno teoriche si intende. A intrigarli di più, per certi aspetti, sembrano essere i balzi del passato, forse sedotti da Mark Twain che aveva voluto compiere un viaggio nel Medioevo con il suo Un americano alla corte di re Artù. Per i ricercatori, in tal caso comunque, non si tratta di un vuoto, seppur affascinante, esercizio di fantasia. Seth Lloyd del Mit di Boston alla guida di un gruppo internazionale di studiosi che include pure due italiani (Lorenzo Maccone e Vittorio Giovannetti), ha dimostrato con una sofisticata ma corretta spiegazione come in effetti una viaggio a ritroso nel tempo sarebbe affrontabile.
Rispetto a molti altri tentativi teorici sin qui compiuti, Lloyd aggiunge maggior credibilità perché fa ricorso a un «effetto» prima ignorato. Vediamo come. Egli parte dal teletrasporto, ben noto ai più grazie a Star Trek dove le persone sono trasferite da un luogo all’altro istantaneamente (in laboratorio, comunque, qualche fotone è già stato teletrasportato) e dalla meccanica quantistica. Ma il trucco sta nel far intervenire l'«effetto di postselezione» che, semplificando, è un modo diverso di giocare le carte a disposizione. Grazie ad esso solo le particelle che sono state teletrasportate potrebbero essere riportate indietro nella condizione originaria, facendo così compiere un viaggio a ritroso pure nel tempo.
Il ricorso allo strano «effetto» permette agli scienziati alcuni vantaggi come far entrare in scena la gravità senza però incorrere nei problemi posti dai viaggi temporali ipotizzati finora legati alla teoria della relatività. In tal caso si richiedeva una ben più ardua deformazione sia dello spazio che del tempo. In secondo luogo aggira un paradosso molto famoso noto come il «paradosso del nonno», in cui si immagina di tornare nel passato e di uccidere il nonno e ciò, appunto, è paradossale perché impedirebbe la nascita dell'assassino.
Ma il nuovo tentativo teorico finalizzato ad immaginare una macchina del tempo nasconde, in realtà, un valore aggiunto forse ancora più affascinante e che rappresenta la grande sfida che da decenni, almeno dall’epoca di Einstein, tortura i fisici. È il sogno di unire insieme la meccanica quantistica e le leggi della relatività per arrivare all'ambitissima «teoria del tutto», vale a dire ad un'unica, semplice, legge universale che unifica tutte le altre semplificando la descrizione del mondo.
Oltre all'eccitante frontiera della conoscenza c'è inoltre un intento più concreto. L'effetto di post-selezione impiegato dal professor Lloyd è alla base delle ricerche sul computer quantistico di cui si incominciano a intravedere all'orizzonte alcune possibilità e che quando si materializzerà sconvolgerà di nuovo la nostra vita. Simile prospettiva informatica, ovviamente, non era stata considerata nella Macchina del tempo che H.G. Wells scriveva nel 1885 per farci viaggiare nel futuro portandoci sino all'anno 802.701. Ma paradossalmente, se l'«effetto post-selezione» del professor Lloyd funzionasse davvero aprirebbe entrambe le porte, quelle del passato e del futuro. Ce n'è abbastanza, intanto, per far correre la fantasia.

(Ringraziamo Luana Ciffolilli per la segnalazione di questo articolo)