Visualizzazione post con etichetta Esplorazione spaziale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Esplorazione spaziale. Mostra tutti i post

mercoledì 26 settembre 2012

HAL 9000 a Roma.

Segnaliamo a Roma questa bellissima iniziativa collegata al Festival della Fotografia che si svolge presso il Macro Testaccio.
Si tratta di una mostra fotografica intitolata HAL 9000, e deriva dal progetto che Stefano D'Amadio ha realizzato in due anni di lavoro all'interno delle basi e dei centri della Thales Alenia. Le fotografie, che sono state anche utilizzate per reportage pubblicati sul settimanale L'Espresso, si riferiscono a elementi di varia attinenza con l'esplorazione dello spazio, quali costruzione di robot, satelliti, moduli per razzi, cibo per astronauti, e sono state raccolte per l'occasione in una visione poetica ed espositiva.


(doppio click sull'immagine per i dettagli logistici)

La presentazione dell'autore Stefano D’Amadio.
Trenta stelle elettroniche sospese a 24.000 chilometri di altezza cambieranno il nostro modo di vivere. Un mega computer di bordo guida la sonda che esplorerà Mercurio, il pianeta più inesplorato e più vicino al sole. Laboratori Recyclab preparano la vita artificiale degli astronauti che correranno ai confini del sistema solare.
Camere pulite di classe 100.000, con bassissima percentuale di polveri, sono i luoghi dove vivono gli ingegneri dediti a costruire quello che andrà nello spazio.
Prima ancora di conoscere e vedere tutto ciò, al solo racconto che un ingegnere mi faceva di questi luoghi, il ricordo mi portava ad una pulizia di luce vista e rivista in un film.
HAL 9000 è il cervello artificiale di 2001 Odissea nello Spazio del regista Stanley Kubrick.
Il computer compare in una scena del film mentre gli astronauti si muovono in un ambiente puro. In un bianco, che non è colore, gravitano coloratissimi oggetti, accessori, cibi e tute.
Ecco, questo ho immaginato di vedere prima di addentrarmi in quei luoghi, e quello che ho realizzato è ciò che ho voluto vedere.

La ThalesAleniaSpace, nata dall'unione di Thales (Francia)  Alenia, e Telespazio (Italia), realizza nei laboratori di Torino, Milano, Roma e L'Aquila grandi progetti Spaziali collaborando con Nasa, Boeing e altri.
La società è attualmente impegnata in:
- Progetti ambientali, che si basano su programmi di Osservazione della Terra, come GMES (Monitoraggio Globale per l'Ambiente e la Sicurezza, con il programma Sentinel-1), di Meteorologia come MSG (Thales Alenia Space ha fornito tutti i satelliti Meteosat per Eumetsat) e di Climatologia, settore nel quale la società è prime contractor per la missione SMOS (Soil Misture and Ocean Salinity);
- Difesa, sistema di osservazione della Terra COSMO-SkyMed (Italia)
- Navigazione, con Galileo
- Scienza ed Esplorazione, progettazione della missione ExoMars - una delle più ambiziose missioni di esplorazione del prossimo futuro - e per il satellite GOCE (Gravity Field and Steady-State OceanCirculation Explorer);
- Infrastrutture e trasporti spaziali, con la progettazione e costruzione del 50% del volume pressurizzato della Stazione Spaziale Internazionale.

sabato 17 marzo 2012

La storia della Luna.

Questo bellissimo filmato, segnalatoci dall'amico Alessandro Marchetti, è stato realizzato dalla NASA sulla base dei dati che iniziano ad arrivare dalle sonde Lunar Reconnaisance Orbiter.
Copiamo dal sito internet de La Repubblica:

La 'faccia' della Luna non è sempre stata così come la vediamo e la conosciamo. Questo video, realizzato dalla Nasa grazie ai dati raccolti dal Lunar reconnaissance orbiter, racconta in tre minuti la sua storia, lunga quattro miliardi e mezzo di anni. Dalla sua formazione quando ancora era una gigantesca palla di magma incandescente, all'impatto con un grosso meteorite e la 'pioggia' di oggetti che ne hanno plasmato nel tempo la superficie, creando quelle zone che ora vediamo più scure chiamate 'mari', che altro non sono che distese di lava, quando ancora sotto la sua crosta il magma non si era raffreddato. Ma la luna è ancora bersagliata da asteroidi (non avendo atmosfera gli impatti sono molto più frequenti rispetto alla Terra) per questo il suo aspetto muterà così come è stato lungo il corso della sua vita. Tutti questi eventi hanno contribuito a dare al nostro satellite l'aspetto che ci è famigliare. (a cura di Matteo Marini)

domenica 1 gennaio 2012

Auguri dalla Luna!


Quale miglior modo di iniziare l'anno (e far gli auguri a tutti i nostri lettori) che celebrando una notizia che riguarda il simbolo stesso di questo Blog?
Si tratta dell'arrivo nell'orbita della Luna, ieri sera, di Grail-A, la prima delle due sonde gemelle NASA destinate a studiare la struttura interna del satellite. La gemella Grail-B la raggiungerà alle 23.05 di oggi primo gennaio 2012.
Costata 496 milioni di dollari e lanciata il 10 settembre scorso, la missione Grail (Gravity Recovery And Interior Laboratory) e' stata progettata con l'obiettivo di ricostruire una mappa senza precedenti dell'interno della Luna e far la luce su aspetti ancora misteriosi del satellite che permetteranno di ricostruirne la storia, accanto a quella  della Terra e degli altri pianeti del nostro Sistema Solare.
Le due sonde osserveranno la Luna per nove mesi e cominceranno la fase di osservazioni scientifiche a marzo, quando si troveranno in un'orbita polare e all'altezza di circa 55 chilometri dalla superficie della Luna (fonti: ANSA e NASA).

Auguriamo un grandioso 2012  a tutte e tutti!

mercoledì 29 giugno 2011

Rifiuto spaziale minaccia la ISS.

Ieri mattina, dopo un'ennesima esercitazione anti-incendio di routine, l'equipaggio dell'ISS è stato trasferito a bordo dei due moduli Soyuz agganciati alla stazione per proteggersi dal passaggio di un rifiuto spaziale a soli 250 metri di distanza nel punto di maggiore avvicinamento, verificatosi alle 8.08 AM. Il Comandante della Missione 28, Andrey Borisenko, e gli Ingegneri di Volo Ron Garan e Alexander Samokutyaev si sono trasferiti nella Soyuz TMA-21, mentre gli Ingegneri di Volo Sergei Volkov, Mike Fossum e Satoshi Furukawa hanno trovato rifugio nella Soyuz TMA-02M. 
Un precedente simile si era verificato nel marzo 2009. La procedura ordinaria prevista in caso di passaggio di rifiuti spaziali prevede lo spostamento dell'intera ISS, ma in questo caso il preavviso (14 ore) è stato insufficiente. La vicenda ci riporta alla mente il celebre e riuscito anime Planetes, i cui protagonisti erano per l'appunto addetti alla rimozione degli "Space Debris". 
Arriverà il giorno in cui l'Umanità dovrà affrontare il problema molto più spesso che una volta ogni due o tre anni.
(Fonte: NASA)

sabato 25 giugno 2011

Arriva l'astronave europea.

Riprendo dal Corriere Scienze la notizia a metà tra utopia e sogno...

 

Firmato a Parigi l'accordo per la costruzione con l'Alenia

Nel 2013 sarà pronto per il debutto spaziale

Da Corriere della Sera Scienze, di  GIOVANNI CAPRARA


Il progetto dell'XIV


LE BOURGET (Parigi) - Dopo due anni di progettazione, ora il primo veicolo spaziale senza astronauti a bordo costruito dall’Agenzia spaziale europea Esa si avvia alla costruzione. La firma che concretizza il passaggio definitivo verso la realizzazione è stata posta qui al salone aerospaziale parigino, la più importante rassegna mondiale del settore che da un secolo è organizzata alla periferia di Parigi ogni due anni. Una curiosità è che avviene sull’aeroporto di Le Bourget, dove nel 1927 arrivò Charles Lindberg dopo la prima traversata atlantica.
XIV - Il nuovo veicolo spaziale europeo è stato battezzato Intermediate Experimental Vehicle (XIV). «Nel 2013 sarà pronto per il suo debutto spaziale», precisa Antonio Fabrizi, direttore dei lanciatori in Esa, «a bordo del nuovo razzo vettore Vega». «Stiamo lavorando per essere pronti all’appuntamento con ingegneri carichi di entusiasmo», nota Luigi Pasquali, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, la società che lo costruisce a Torino in collaborazione con altre società europee. Il nuovo veicolo spaziale sarà lanciato dalla Guyana francese in Sud America nel 2013 con il lanciatore Vega. Da qui compirà un volo suborbitale fino a una quota spaziale di 450 chilometri alla velocità di 7,5 chilometri al secondo rientrando poi nell’atmosfera e scendendo nell’oceano Pacifico appeso a un paracadute.
TEST - L’XIV è un veicolo cosmico concepito per collaudare i materiali capaci di resistere al rientro durante la fase di riscaldamento per impatto atmosferico e tutti i sistemi di navigazione e controllo necessari. «Per il primo aspetto effettueremo entro l’anno dei test nella galleria Scirocco», dice Ludovico Vecchioni, responsabile del programma nell’ambito del Cira, il centro di ricerche aerospaziali di Capua. «Essi riguardano gli aspetti del riscaldamento e dureranno complessivamente un paio di mesi. Inoltre svolgiamo un lavoro con l’Asi (Agenzia spaziale italiana) e con Thales Alenia Space concentrato in particolare sulle simulazioni aerotermodinamiche». 
PROGRAMMA - L’XIV pesante due tonnellate ha dimensioni ridotte, meno di una decina di metri, e partirà racchiuso nell’ogiva del vettore, la quale poi si aprirà per consentire il suo distacco e la missione stabilita. Nel rientro raccoglierà dati importanti durante le fasi di volo supersonico e ipersonico (oltre 5 mila chilometri orari) tipici del rientro dal cosmo. Tutto ciò servirà per la progettazione dei futuri veicoli spaziali abitati che l’Europa potrà costruire da sola o in collaborazione con altre nazioni. E l’Italia in questo settore ha assunto attraverso l’Asi una rilevante posizione.

giovedì 24 febbraio 2011

La Terra, l'Universo e l'Uomo nello Spazio: domani un incontro a Roma fra Italia e Giappone.

Segnalo un evento di grande interesse per gli appassionati del settore. Domani, 25 febbraio, a Roma, presso la sede della SIOI (Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale),  in piazza San Marco 51 (Piazza Venezia), si terrà l'incontro dal titolo: "La terra, l'Universo e l'Uomo nello Spazio - conferenza italo-giapponese sui nuovi orizzonti della tecnologia spaziale", organizzata da ASI - Agenzia Spaziale Italiana, JAXA - Japan Aerospace Exploration Agency, SIOI e Ambasciata del Giappone in Italia.
Segue il programma. Lingua ufficiale della conferenza: inglese. Ingresso libero, avvisare SIOI al numero 06-6920781. Un grazie all'amica Donatella Codonesu per la segnalazione.


Program 25 February 2011, SIOI, Rome

16:00 Opening address, Piero Benvenuti, Member of ASI Board of Directors, Professor of Astrophysics, (Department of Astronomy, University of Padova), Hiroyasu Ando Ambassador of Japan in Rome
Chairperson: Enrico Flamini, Chief Scientist, Italian Space Agency - ASI
General Introduction, Tetsuo Tanaka, Director of International Relations Department, JAXA
Earth Observation and Disaster Monitoring, Alessandro Coletta, Mission Manager Cosmo-SkyMed ASI 
International Space Station, Masato Koyama, Director of Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) in the Washington, DC branch office
Space Science, Enrico Flamini, Chief Scientist -ASI, Takeshi Imamura, Associate Professor of the Institute of Space and Astronautical Science (ISAS)
Space Art, Setsuko Ishiguro, Honorary Professor of Ochanomizu University, Liuccia Buzzoni Teacher of drawing and art history
18.00 Closing

mercoledì 16 febbraio 2011

Il primo vero progetto di astronave della NASA.

La mancanza di fondi o di obiettivi non ha fatto smettere alcuni della NASA di sognare in grande. Due ingegneri del Johnson Spaceflight Center, Mark Holderman e Edward Henderson, hanno concepito un nuovo tipo di veicolo spaziale, chiamato Nautilus X MMSEV.

Nautilus X MMSEV è un acronimo NASA che sta per Non-Atmospheric Universal Transport Intended for Lengthy United States X-ploration Multi-Mission Space Exploration Vehicle. 
La struttura completa è qui.
Il Nautilus X sarebbe capace di contenere un equipaggio di sei membri per missioni fino a due anni di durata. Verrebbe costruito nell’orbita nell’orbita terrestre bassa. Il veicolo sarebbe costituito da una serie di moduli abitabili, pannelli solari, moduli di propulsione variabili con il tipo di missione, bracci di intervento esterno, punti di attracco per navicelle spaziali di tipo Orion o commerciali del tipo SpaceX Dragon, moduli per la discesa a destinazione e soprattutto una centrifuga per la simulazione di gravità parziale, realizzata con una struttura gonfiabile a forma di ciambella che potrebbe essere inizialmente testata nella Stazione Spaziale Internazionale. Vi sarebbero inoltre moduli logistici, un sistema di protezione dalle radiazioni, una serra idroponica, ganci d’attracco per i moduli di atterraggio e veicoli per attività extraveicolare (EVA pods).
La missione inaugurale del Nautilus X si svolgerebbe al Punto L1 di Lagrange, dove gravità terrestre e lunare si elidono. Il Nautilus X potrebbe poi diventare una navetta di spola verso la luna, e un veicolo di minori dimensioni di tipo Orion o Dragon trasporterebbe l’equipaggio dalla Terra al Nautilus X. Successivamente il veicolo verrebbe utilizzato per effettuare un allunaggio con i moduli collegati, nell’ambito di missioni di esplorazione lunare o di un programma di permanenza. In seguito un modulo di propulsione più avanzato potrà essere collegato al Nautilus X, allo scopo di raggiungere Marte o gli Asteroidi. Il costo stimato da Holderman e Henderson si aggira intorno ai 3,7 miliardi di USD in poco più di cinque anni. Un prezzo proibitivo, ma largamente inferiore alle ordinarie spese militari degli USA. 
Il documento originale e integrale di presentazione del modulo in powerpoint è questo.

(fonti: Io9, Yahoo)