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lunedì 13 settembre 2010

Universi Paralleli: G-SPEAK

Tecnologie di comune impiego in Metaversi lontani, nel nostro sono regolati dall’economia di scala del sistema. Da noi, insomma, il futuro è una funzione del budget disponibile, più che dello scorrere del tempo. In altre parole, se non abbiamo ancora un’applicazione o una tecnologia, se nel nostro immaginario essa è “avveniristica”, la domanda corretta non è “quanto tempo ci vorrà per averla”, ma “quanto denaro”.
Ecco un esempio.
La californiana Oblong ha messo a punto (e non da ieri), e sta sviluppando ulteriormente, G-Speak, il primo sistema operativo in tre dimensioni. Guardate il filmato (con l’occasione ho il piacere di fare un po’ di pubblicità a VIMEO, piattaforma audio-video di gran lunga superiore a You Tube in termini di resa sonora).



Il sistema G-Speak è stato realizzato già da un paio d’anni, e l’azienda lo sta ulteriormente perfezionando sottoforma di varie applicazioni commerciali.
Grazie a guanti dotati di sensori e speciali telecamere, questo rivoluzionario sistema consente di interagire con molteplici ambienti, tramite il semplice movimento delle mani nell’aria, senza toccare la superficie del display. Non è insomma uno dei tanti touch-wall o touch-screen in circolazione.
Vi ricorda… qualcosa?

sabato 31 luglio 2010

UNIVERSI PARALLELI: Sete d'energia.

Oggi, nelle cronolinee più lontane della serie FIN, caratterizzate dall’affermazione, come potenza mondiale unica, dei popoli nordici (corrispondenti più o meno alle nostre Scandinavia e Groenlandia, ma con un’isola derivante da una zolla sub-continentale aggiuntiva, abitata da una popolazione di ceppo linguistico asiatico) ci giunge notizia che è stata dismessa l’ultima centrale termoelettrica tradizionale a carbone. Si trovava in Giappone (che in questi Metaversi è un regno a basso sviluppo tecnologico), e verrà trasformata in un museo. Sui quotidiani di quei mondi è dato grande spazio alla vicenda.
Nel nostro Universo, come mostrano i due esempi seguenti, dobbiamo accontentarci di briciole di tecnologia, che in barba ai proibizionisti del traffico intermondiale ci arrivano grazie ad hacker in grado di scaricare qualche manuale tecnico dai siti delle aziende produttrici degli altri mondi. Un tipo di spionaggio industriale quanto mai benvenuto.

Presso Venezia la prima centrale elettrica al mondo alimentata a idrogeno.
L'impianto Enel da 16 megawatt si basa su un ciclo combinato per produrre energia e calore.

FUSINA (Venezia) - La prima centrale elettrica di dimensioni industriali alimentata a idrogeno al mondo è entrata in funzione lunedì 12 luglio a Fusina, in provincia di Venezia. L'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, il governatore del Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni hanno inaugurato l'impianto. La scelta di Fusina come sede della sperimentazione è dovuta alla presenza della centrale termoelettrica a carbone e del vicino polo petrolchimico di Marghera che ha fornito le materie prime. L'impianto, con una potenza di 16 Mw, si basa su un ciclo combinato in cui un turbogas viene alimentato con idrogeno per produrre energia elettrica e calore. Il turbogas è equipaggiato con un a camera di combustione sviluppata per essere alimentata con idrogeno, senza emissione di CO2 e con bassissime emissioni di ossidi di azoto. L'energia termica liberata dalla combustione viene convertita in energia elettrica nella turbina a gas, sviluppando una potenza di circa 12 Mw, mentre i fumi di scarico sono costruiti esclusivamente da aria calda e vapore acqueo. L'impianto ha richiesto un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro.
IMPIANTO - Il rendimento del ciclo viene aumentato sfruttando il calore presente nei fumi di scarico per produrre vapore ad alta temperatura che, inviato alla centrale a carbone esistente, produce ulteriore energia per una capacità aggiuntiva di circa 4 Mw, con un rendimento elettrico complessivo pari al 41,6%. L' impianto è in grado di produrre 60 milioni di kilowattora all'anno e può soddisfare l'esigenza di 20 mila famiglie, evitando l'emissione di 17 mila tonnellate di anidride carbonica. Dopo un'ampia sperimentazione, concordata con Regione Veneto, Provincia e Comune di Venezia, la centrale è in grado di utilizzare in piena sicurezza 70 mila tonnellate di combustibile derivato dalla raccolta differenziata e dal trattamento dei rifiuti solidi urbani (Cdr). È l'equivalente dei rifiuti prodotti da 300 mila persone: usando al posto del carbone il Cdr per alimentare le caldaie della centrale, ne viene recuperato il contenuto energetico ed evitata la messa in discarica, risparmiando emissioni di CO2 pari a circa 60 mila tonnellate all'anno.
«UNA PERLA» - Si tratta di una «perla ingegneristica unica al mondo. Utilizza idrogeno anche se per il momento questa tecnologia è 5-6 volte più costosa di un impianto normale. Per questo non dobbiamo smettere di investire in Ricerca e sviluppo», ha sottolineato l'ad dell'Enel Fulvio Conti.

Corriere Scienze 12 luglio 2010 (ultima modifica: 15 luglio 2010)

La maxi centrale di Archimede.
Energia dagli specchi ustori. Primo impianto al mondo che funziona anche di notte. Soddisfa 4 mila famiglie.
PRIOLO (Siracusa) — Nasce la «fattoria del sole». A Priolo, nella conca di Augusta, simbolo con Melilli del triangolo industriale siracusano e del polo petrolchimico più grande d'Europa che vede la massima concentrazione di raffinerie, è partita la riscossa verso l'energia del futuro: pulita e rinnovabile. Giovedì 15 luglio è stata inaugurata a Priolo Gargallo la centrale solare termodinamica «Archimede», prima al mondo a utilizzare la tecnologia dei sali fusi integrata con un impianto a ciclo combinato.
INCENTIVI ALLE FONTI RINNOVABILI - Una giornata importante, che coincide anche con l'annuncio che il governo ha ripristinato nella Manovra il sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili, dato dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. A dieci anni dall'intuizione di Carlo Rubbia poi sviluppata dai ricercatori dell'Enea e successivamente industrializzata dall'Enel, prende così corpo un progetto, che nato sulla spinta della crisi energetica degli anni '80 portò alla costruzione di diverse centrali solari, tuttora in funzione nel deserto della California, il cui funzionamento è caratterizzato dall'utilizzo di specchi parabolici lineari per concentrare e riflettere la luce solare su tubi in cui scorre olio minerale (l'olio si riscalda e incanalato in una caldaia dove l'acqua si trasforma in vapore ad alta pressione e aziona le turbine per la produzione di energia elettrica).
LA FATTORIA DEL SOLE - Ma la nuova centrale di Priolo, la «fattoria del sole», per dirla con l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, costituisce una novità assoluta a livello mondiale, dal momento che prevede l'uso di sali fusi (ricavati da fertilizzanti) come fluido termovettore, ed è anche la prima al mondo a integrare un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica. Non solo. «Archimede» (il cui nome è anche un omaggio al grande fisico e matematico che oltre 2.200 anni fa con i suoi «specchi ustori» incendiò le navi romane e salvò Siracusa dall'assedio nemico) ha una caratteristica che la rende unica: è in grado di raccogliere e conservare per molte ore, lungo i suoi 5 chilometri e mezzo di tubi speciali che corrono attraverso 30mila metri quadri di specchi collettori parabolici, l'energia termica del sole per poter generare elettricità anche di notte o con il cielo coperto.
«La capacità dell'impianto, costato circa 60 milioni, è di 5 megawatt, considerando un funzionamento di circa 3mila ore all'anno. Un livello in grado di soddisfare il fabbisogno di 4mila famiglie », ha spiegato Conti. Che comunque riconosce «un costo per kilowattora superiore di almeno cinque o sei volte rispetto all'energia prodotta con le fonti fossili convenzionali». «In questo caso, però, con un risparmio di 2.100 tonnellate di petrolio all'anno e riducendo le emissioni di anidride carbonica per circa 3.250 tonnellate». Insomma, come dice Conti: «Un altro passo per il raggiungimento di un sogno: avere energia abbondante a basso costo e soprattutto sostenibile ».
Gabriele Dossena.

Corriere Scienze 15 luglio 2010 (ultima modifica: 20 luglio 2010)

domenica 18 luglio 2010

UNIVERSI PARALLELI: Solar Impulse.

Con questo post, nel Blog delle "Notizie" inauguriamo oggi la rubrica dedicata alle tecnologie che, accidentalmente cadute per contingenza spazio-temporale nella cronolinea in cui viviamo, nella quale sono rimaste relegate al livello di ricerca teorica o sperimentazione di nicchia, hanno trovato degna applicazione di massa in altri universi, talora (ma non sempre, in effetti) più fortunati del nostro. Cominciamo dunque dai velivoli a propulsione solare, che hanno ricevuto il pittoresco epiteto di "impulso solare".
Nei Metaversi da NNL08769 a NAA 22309 (ovvero un’intera fascia di U.P. contigui secondo la classificazione Troccoli-Bertrand, n.d.r.) il volo solare supersonico di linea collega stabilmente New London (corrispondente a Parigi) a Orange Dam (corrispondente a New York, ma un po’ più ad ovest) in tre ore scarse. Chi vi scrive sta seriamente meditando di trasferirsi in quella zona intermondiale, escludendo un paio di mondi a rischio di terza guerra mondiale superiore al nostro.
Da noi (Metaverso USA000019) la situazione è invece quella descritta qui di seguito.


(da Repubblica online 8 luglio 2010)

GINEVRA - Il velivolo a propulsione solare elvetico Solar Impulse Hb-Sia è atterrato stamattina (8 luglio, n.d.r.) a Payerne, nella Svizzera occidentale, dopo un volo di circa 26 ore, ricorrendo esclusivamente all'energia del sole. L'aereo sperimentale, decollato ieri mattina (7 luglio, n.d.r.) alle 06:51 sempre dall'aerodromo di Payerne, è atterrato questa mattina alle 09:00, dopo essere riuscito a volare tutta la notte grazie all'energia accumulata durante il giorno.
"Per la prima volta un aereo solare è stato in grado di volare un giorno e una notte senza interruzione nè carburante - ha commentato l'ideatore del progetto, Bertrand Piccard - Oggi Solar Impulse ha dimostrato che la sfida è possible". Piccard è già entrato nella storia dell'aeronautica per essere stato il primo a compiere il giro del mondo senza scalo a bordo di un pallone aerostatico.
"E' stato un volo meraviglioso, meglio del previsto", ha aggiunto il direttore di volo Claude Nicollier. Il pilota Andre Borschberg, costretto a rimanere sveglio tutta la notte in assenza del pilota automatico, dopo oltre 22 ore in volo è "in ottima forma sia fisica che psicologica".
Il prototipo, che ha le ali coperte da 12mila celle fotovoltaiche, capaci di alimentare quattro motori elettrici, è decollato ieri mattina. Ieri sera gli organizzatori avevano deciso di proseguire il volo per tutta la notte, visto che le batterie erano abbastanza cariche da durare fino alla mattina.
Solar-impulse Hb-Sia, che aveva compiuto il suo primo storico volo il 7 aprile e ha quindi alle spalle diverse missioni sperimentali, ha superato gli 8.500 metri di altitudine e ha raggiunto gli 8.700 metri ieri pomeriggio per poi scendere a 1.500 metri nella notte e continuare a volare grazie all'energia accumulata durante il giorno.
Obiettivo finale del Progetto Solar-Impulse è di compiere il giro del mondo a tappe, con un nuovo aereo. Il Solar Impulse Hb-Sia ha un'apertura alare paragonabile a quella di un Airbus A-340(63,4 metri) ed il peso di un'automobile (1.600 kg).