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mercoledì 1 dicembre 2010

DBOOKS.IT GIOCA IL POKER! - Prezzi, compensi, DRM e sostenibilità: la filosofia di dbooks.it

COMUNICATO STAMPA

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DBOOKS.IT GIOCA IL POKER!
Prezzi, compensi, DRM e sostenibilità: la filosofia di dbooks.it



Milano, 12 novembre 2010

Nel nuovo panorama dell’editoria digitale, sono molti i punti su cui si sta ancora discutendo: prezzi dei libri elettronici, rapporto con gli autori, protezione dei contenuti e riduzione degli sprechi. dbooks.it ha le idee molto chiare e fonda su questi elementi la propria filosofia e mission.

Il prezzo giusto
Uno dei punti di forza dell’editoria digitale è il grande risparmio per gli editori in termini di carta, stampa e distribuzione. A questo risparmio è giusto che corrisponda una proporzionale riduzione del prezzo di copertina. dbooks.it ritiene che il costo corretto per i libri elettronici sia pari a un terzo di quello delle analoghe versioni stampate, con un prezzo medio compreso tra i quattro e i sei euro. Al momento la legge italiana non prevede agevolazioni IVA per gli ebook, che sono ancora soggetti all’aliquota del 20 percento, a meno che non vengano distribuiti su supporto fisico. La speranza è che questo balzello venga presto rimosso, permettendoci di ridurre ulteriormente i prezzi finali al pubblico.

Il compenso per gli autori
Il minore costo dei libri elettronici non deve risultare penalizzante per chi scrive. Per questo, dbooks.it ha deciso di garantire ai propri autori una percentuale pari al 30 percento dei ricavi, ovvero il triplo rispetto alla media del settore. In questo modo, per ogni copia elettronica venduta l’autore viene a percepire la stessa cifra che riceverebbe da una copia cartacea.

Protezione dei contenuti

Negli ultimi 10 anni, abbiamo assistito a una rivoluzione inimmaginabile nel settore musicale: Apple® è riuscita a creare un impero grazie al proprio servizio di vendita iTunes Store™, diventando il player più importante in assoluto nel mondo della musica. L’esperienza di Apple è illuminante sotto molti aspetti, compreso quello della protezione dei contenuti. Dopo avere utilizzato per anni il sistema DRM, nato allo scopo di difendere la musica dalla copia e diffusione illegale, il colosso delle vendite online ha deciso di eliminarlo completamente da tutto il proprio catalogo. Le canzoni in vendita oggi su Apple Store™ non sono protette in alcun modo. Questo perché l’esperienza ha dimostrato che da una parte il DRM è inutile nella lotta alla pirateria, poiché viene facilmente aggirato da chi ha intenzione di farlo, dall’altra rappresenta un ostacolo vero solo per chi acquista legalmente, che si trova a dover sopportare numerose limitazioni. Per assurdo, la presenza del DRM diventa un elemento a favore della pirateria, poiché le copie illegali sono prive di questi vincoli, come la possibilità di convertire e spostare liberamente i contenuti acquistati. dbooks.it ha fatto tesoro degli insegnamenti di Apple e per questo ha deciso di proporre i propri libri elettronici senza i vincoli dei DRM, nella certezza che una consistente parte del pubblico sia disposta a pagare un prezzo corretto per acquistare legalmente i prodotti. Coloro che decidono di copiarli, lo farebbero ugualmente anche in presenza di protezioni.

A favore dell’ambiente
I dispositivi per la lettura degli ebook, in particolare quelli che utilizzano la tecnologia a inchiostro elettronico, mettono a segno un punto a favore dell’ambiente. La ricerca The environmental impact of Amazon’s Kindle, a cura di Emma Ritch, prodotta da Cleantech Group®, nota società di consulenza finanziaria nell’ambito della “green economy”, ha dimostrato che a partire dal 23mo libro letto su un dispositivo elettronico, questo diventa più eco-sostenibile rispetto ai libri cartacei. Per la precisione, i dati mostrano che le emissioni di CO2 di un ebook reader nel suo intero ciclo di vita equivalgono a circa 168 kg, pari a quelle provocate dalla produzione e dalla distribuzione di 22,5 libri. È possibile scaricare gratuitamente l’intera ricerca registrandosi gratuitamente sul sito di Cleantech Group, http://cleantech.com

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Le cartelle stampa possono essere richieste all’indirizzo: info@dbooks.it

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Luigi Lo Forti  - Responsabile esecutivo        loforti@dbooks.it
Andrea Fattori  - Responsabile editoriale    fattori@dbooks.it
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LIBRI ELETTRONICI: INFORMAZIONI TECNICHE - Formati, lettori e differenze tecnologiche

 
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LIBRI ELETTRONICI: INFORMAZIONI TECNICHE
Formati, lettori e differenze tecnologiche


Milano, 12 novembre 2010

Benché si parli molto di editoria elettronica in questo periodo, a volte c’è ancora della confusione di fondo su quelle che sono le piattaforme, i formati e le tecnologie. Per comodità di consultazione, riepiloghiamo brevemente le principali differenze.


Ebook reader e tablet
Il termine “libri elettronici” identifica in modo generico le opere testuali in formato digitale, ma al di sotto di questo cappello ci sono importanti differenze. Per cominciare, sono diversi i dispositivi che possono essere utilizzati per la lettura, che vanno dai classici PC ai cellulari più evoluti. I riproduttori di ebook “veri e propri” possono però essere divisi in due categorie: quelli generici, o tablet, a cominciare dall’iPad di Apple, che sono in realtà computer super compatti e gli ebook reader a inchiostro elettronico. I primi sono dispositivi multifunzione, che permettono anche di guardare video, ascoltare musica, giocare e installare applicazioni, con uno schermo analogo a quello di un monitor. I secondi sono invece dispositivi specializzati, progettati unicamente per la lettura. La caratteristica principale di questi ultimi è lo schermo con tecnologia a inchiostro elettronico: invece di avere dei pixel o LED che si illuminano, sfrutta il principio elettromagnetico per disporre sul “foglio” delle particelle caricate elettricamente, in modo da formare le parole. Il concetto è analogo a quello della stampa e il risultato è quanto di più simile a un classico libro possiamo immaginare. I vantaggi di questa soluzione solo molteplici: la vista non viene affaticata durante la lettura, poiché non c’è retroilluminazione, e l’ebook reader richiede corrente solo quando viene cambiata la  pagina, quindi ha un’autonomia eccezionale e un basso impatto energetico. Al momento, gli svantaggi di questa soluzione sono la visualizzazione solo in bianco e nero, benché siano già stati annunciati i primi modelli a colori, il prezzo ancora elevato e il tempo di refresh, ovvero il fatto che al passaggio di pagina la schermata diventi nera per una frazione di secondo. Alcuni esempi di ebook redaer si possono trovare su www.simplicissimus.it.


I principali formati
Così come ci sono due categorie principali di dispositivi, troviamo anche due formati che si stanno imponendo sul mercato dell’editoria digitale. Il primo è il classico PDF, utilizzato principalmente per i tablet, che offre la possibilità di elaborare la parte grafica e di sfruttare le capacità multimediali dei dispositivi, con l’inserimento di animazioni, video, sonoro e collegamenti ipertestuali ai siti Internet. Per gli ebook reader si è invece imposto il formato ePub, uno standard aperto basato su XML composto principalmente da testo, che viene reimpaginato automaticamente in base alle caratteristiche del dispositivo e alle preferenze del lettore, con la possibilità di cambiare dinamicamente le dimensioni dei caratteri. Prevede anche la possibilità di inserire immagini all’interno dei testi e suddividere l’opera in capitoli. Un’alternativa analoga all’ePub è il Mobi Pocket, utilizzato da Amazon per i propri ebook.
dbooks.it supporta tutti e tre questi formati: al momento dell’acquisto, per la maggior parte dei libri il cliente riceve automaticamente i file PDF, ePub e Mobi Pocket, con la libertà di utilizzare quelli che desidera. Per ogni opera viene precisato quali sono i formati disponibili.


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SI SCRIVE LIBRO, SI DIRÀ (ANCHE) EBOOK - Dati, prospettivi e scenari del prossimo futuro dell'editoria digitale

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SI SCRIVE LIBRO,
SI DIRÀ (ANCHE) EBOOK
Dati, prospettivi e scenari del prossimo futuro dell'editoria digitale


Milano, 18 novembre 2010

L’ebook, o libro digitale, non è certamente una novità assoluta: bisogna risalire almeno alla nascita del progetto Gutenberg, quarant’anni fa (1971), per trovare il primo esempio di digitalizzazione seriale di testi letterari. È solo da pochi anni, però, che il formato elettronico è diventato una realtà conosciuta, sempre più diffusa e utilizzata. Come sempre capita nel caso delle rivoluzioni tecnologiche, dopo un inizio lento, una volta superato il punto di non ritorno la crescita è diventata esponenziale.

Nel mercato statunitense, oggi l’ebook rappresenta una percentuale non indifferente del mercato editoriale: volendo dare credito alle stime più conservative, le vendite si avviano a rappresentare il 10% dell’intero settore editoriale. Secondo i dati forniti dall’associazione degli editori americani (AAP) e dall’International Digital Publishing Forum (IDPF), nei primi sei mesi del 2010 le vendite dei 15 principali operatori del settore editoriale hanno raggiunto il volume di quasi 180 milioni di dollari, superando quello dell’intero 2009.

Lo scenario, inoltre, è destinato a volgere ulteriormente a favore del nuovo formato: nel corso di un’indagine online condotta da Harris Interactive su 2,775 soggetti intervistati,  l’8% infatti ha dichiarato di avere acquistato un lettore di ebook (nella categoria è stato incluso anche l’iPad) e il 12% ha ammesso l’intenzione di comprarlo entro i successivi sei mesi.


Quarters    Revenues    Quarters    Revenues    Quarters    Revenues
Q1 02    $1,556,499    Q1 06    $4,100,000    Q1 10    $91,000,000
Q2 02    $1,258,989    Q2 06    $4,000,000    Q2 10    $88,700,000
Q3 02    $1,329,548    Q3 06    $4,900,000    Q3 10    $119,700,000
Q4 02    $1,649,144    Q4 06    $7,000,000    Q4 10   
Q1 03    $1,794,544    Q1 07    $7,500,000        
Q2 03    $1,842,502    Q2 07    $8,100,000        
Q3 03    $1,789,455    Q3 07    $8,000,000        
Q4 03    $1,917,384    Q4 07    $8,200,000        
Q1 04    $1,794,130    Q1 08    $11,200,000        
Q2 04    $1,887,900    Q2 08    $11,600,000        
Q3 04    $2,460,343    Q3 08    $13,900,000        
Q4 04    $3,477,130    Q4 08    $16,800,000        
Q1 05    $3,161,049    Q1 09    $25,800,000        
Q2 05    $3,182,499    Q2 09    $37,600,000        
Q3 05    $2,310,291    Q3 09    $46,500,000        
Q4 05    $2,175,131    Q4 09    $55,900,000          

I dati si riferiscono alle vendite di circa 15 case editrici USA attraverso i canali distributivi all’ingrosso: i valori riferiti alla vendita al consumatore finale potrebbero rivelarsi addirittura doppi.
Una crescita continua
In un mercato a veloce maturazione come quello degli USA, in questi anni si è assistito a una curva di crescita caratteristica, che dimostra come gli ultimi mesi siano stati decisivi per il raggiungimento di un volume economico in grado di giustificare uno spostamento di interesse delle case editrici verso il mercato dei libri digitali. Questo anche alla luce dell’abbattimento dei costi di produzione, delle difficoltà logistiche e dei rischi derivati dalle giacenze di magazzino. La scommessa sull’ebook paga soprattutto chi ha deciso di affrontarla senza reticenze, producendo anche le grandi novità in formato ebook: così, ultimamente, il presidente di Amazon, Jeoff Bezos, ha annunciato che negli ultimi mesi le vendite delle versioni digitali hanno superato quelle delle corrispondenti edizioni cartacee in maniera decisa: per ogni 100 libri “normali”, ne sono stati acquistati 143 in forma digitale. La tendenza ha raggiunto un picco durante il mese di luglio 2010, quando il rapporto è stato di 181 ebook ogni 100 libri cartacei. La causa che ha spinto a una tale impennata è probabilmente duplice: da una parte l’abbassamento del prezzo di acquisto del Kindle 2, il lettore di Amazon, dall’altra il fatto che l’80% degli ebook commercializzati abbiano un prezzo non superiore ai 10 $.
L’ebook fa leggere chi già legge. Ma anche gli altri…
Possedere un ebook sembra anche aumentare la voracità di lettura: il 53% dei possessori di un lettore dichiara di aver letto più libri rispetto ai sei mesi precedenti. A questo proposito, è interessante prendere in considerazione un altro dato estrapolato dalla ricerca Harris Interactive, che riguarda i libri comprati nel corso del 2009 da chi utilizza un lettore ebook rispetto a chi invece dichiara di farne a non lo possiede:
 
Libri letti in un anno        eReader
                            Chi li usa    Chi non li usa
                                         %    %
0                                       8    22
1-2                                   8    18
3-5                                  18    22
6-10                                30    16
11-20                              17    11
21+                                 20    11

Probabilmente, l’avvento del libro digitale potrà rappresentare un buon invito alla lettura anche per chi oggi non la ama, a patto che gli editori riescano a sviluppare le potenzialità offerte dal nuovo medium e a elaborare il fatto, difficilmente opinabile, che l’ebook è un prodotto che aggiunge al libro classico una multidimensionalità che comprende la multimedialità, l’interattività e una fruibilità aumentata. 

E in Italia?
Nel nostro Paese, i numeri sono naturalmente molto più modesti: l’AIE (Associazione Italiana Editori) ha recentemente stimato che il mercato nostrano degli ebook vale lo 0,03% di quello complessivo. Una percentuale irrisoria, ma destinata a salire molto velocemente, visto che a fine anno ci si aspetta che raggiunga lo 0,1%. Affinché questo si realizzi, occorre l’azione di diversi “driver” di vendita, i fattori che spingono all’acquisto:
•    La presenza di lettori di buona qualità disponibili a prezzo contenuto;
•    L’offerta di titoli interessanti e appetibili;
•    La presenza di canali commerciali autorevoli e funzionali;
•    Il prezzo dei singoli ebook.
Se tutto questo finora era mancato, la popolarità crescente dei “reader” e soprattutto l’affermazione dell’iPad (un lettore improprio, ma di enorme fascino e di grande penetrazione), l’entrata in scena delle maggiori case editrici italiane, il coinvolgimento di vetrine come IBS, Bol e Mediaworld Online non possono che far pensare che anche in Italia l’era dell’ebook stia per arrivare.
Rimane ancora da sviluppare una politica dei prezzi adeguata, a tutt’oggi uno dei punti di maggiore resistenza da parte delle case editrici, che sembrano non essere ancora pronte a formulare un nuovo piano economico adeguato all’inedito scenario.

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