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martedì 24 luglio 2012

Addio a Sally, la prima americana nello spazio.


Si è spenta oggi.
Sally Ride fu la prima donna statunitense a far parte dell'equipaggio dello Space Shuttle e quindi a viaggiare nello Spazio. 
Il cancro al pancreas l'ha portata via. Le recenti evidenze sui maggiori rischi associati al volo spaziale trovano un'ulteriore conferma e rendono l'intensità della passione di donne e uomini per lo spazio ancora più (drammaticamente) tangibile.



La prima missione fu nel 1983, dopo essere entrata nel corpo astronauti della NASA nel 1978. Poi di nuovo nel 1984, e di nuovo sul Challenger
Sally Ride ha trascorso complessivamente più di 343 ore in orbita.

La notizia su Repubblica TV:

sabato 17 marzo 2012

La storia della Luna.

Questo bellissimo filmato, segnalatoci dall'amico Alessandro Marchetti, è stato realizzato dalla NASA sulla base dei dati che iniziano ad arrivare dalle sonde Lunar Reconnaisance Orbiter.
Copiamo dal sito internet de La Repubblica:

La 'faccia' della Luna non è sempre stata così come la vediamo e la conosciamo. Questo video, realizzato dalla Nasa grazie ai dati raccolti dal Lunar reconnaissance orbiter, racconta in tre minuti la sua storia, lunga quattro miliardi e mezzo di anni. Dalla sua formazione quando ancora era una gigantesca palla di magma incandescente, all'impatto con un grosso meteorite e la 'pioggia' di oggetti che ne hanno plasmato nel tempo la superficie, creando quelle zone che ora vediamo più scure chiamate 'mari', che altro non sono che distese di lava, quando ancora sotto la sua crosta il magma non si era raffreddato. Ma la luna è ancora bersagliata da asteroidi (non avendo atmosfera gli impatti sono molto più frequenti rispetto alla Terra) per questo il suo aspetto muterà così come è stato lungo il corso della sua vita. Tutti questi eventi hanno contribuito a dare al nostro satellite l'aspetto che ci è famigliare. (a cura di Matteo Marini)

domenica 1 gennaio 2012

Auguri dalla Luna!


Quale miglior modo di iniziare l'anno (e far gli auguri a tutti i nostri lettori) che celebrando una notizia che riguarda il simbolo stesso di questo Blog?
Si tratta dell'arrivo nell'orbita della Luna, ieri sera, di Grail-A, la prima delle due sonde gemelle NASA destinate a studiare la struttura interna del satellite. La gemella Grail-B la raggiungerà alle 23.05 di oggi primo gennaio 2012.
Costata 496 milioni di dollari e lanciata il 10 settembre scorso, la missione Grail (Gravity Recovery And Interior Laboratory) e' stata progettata con l'obiettivo di ricostruire una mappa senza precedenti dell'interno della Luna e far la luce su aspetti ancora misteriosi del satellite che permetteranno di ricostruirne la storia, accanto a quella  della Terra e degli altri pianeti del nostro Sistema Solare.
Le due sonde osserveranno la Luna per nove mesi e cominceranno la fase di osservazioni scientifiche a marzo, quando si troveranno in un'orbita polare e all'altezza di circa 55 chilometri dalla superficie della Luna (fonti: ANSA e NASA).

Auguriamo un grandioso 2012  a tutte e tutti!

mercoledì 16 febbraio 2011

Il primo vero progetto di astronave della NASA.

La mancanza di fondi o di obiettivi non ha fatto smettere alcuni della NASA di sognare in grande. Due ingegneri del Johnson Spaceflight Center, Mark Holderman e Edward Henderson, hanno concepito un nuovo tipo di veicolo spaziale, chiamato Nautilus X MMSEV.

Nautilus X MMSEV è un acronimo NASA che sta per Non-Atmospheric Universal Transport Intended for Lengthy United States X-ploration Multi-Mission Space Exploration Vehicle. 
La struttura completa è qui.
Il Nautilus X sarebbe capace di contenere un equipaggio di sei membri per missioni fino a due anni di durata. Verrebbe costruito nell’orbita nell’orbita terrestre bassa. Il veicolo sarebbe costituito da una serie di moduli abitabili, pannelli solari, moduli di propulsione variabili con il tipo di missione, bracci di intervento esterno, punti di attracco per navicelle spaziali di tipo Orion o commerciali del tipo SpaceX Dragon, moduli per la discesa a destinazione e soprattutto una centrifuga per la simulazione di gravità parziale, realizzata con una struttura gonfiabile a forma di ciambella che potrebbe essere inizialmente testata nella Stazione Spaziale Internazionale. Vi sarebbero inoltre moduli logistici, un sistema di protezione dalle radiazioni, una serra idroponica, ganci d’attracco per i moduli di atterraggio e veicoli per attività extraveicolare (EVA pods).
La missione inaugurale del Nautilus X si svolgerebbe al Punto L1 di Lagrange, dove gravità terrestre e lunare si elidono. Il Nautilus X potrebbe poi diventare una navetta di spola verso la luna, e un veicolo di minori dimensioni di tipo Orion o Dragon trasporterebbe l’equipaggio dalla Terra al Nautilus X. Successivamente il veicolo verrebbe utilizzato per effettuare un allunaggio con i moduli collegati, nell’ambito di missioni di esplorazione lunare o di un programma di permanenza. In seguito un modulo di propulsione più avanzato potrà essere collegato al Nautilus X, allo scopo di raggiungere Marte o gli Asteroidi. Il costo stimato da Holderman e Henderson si aggira intorno ai 3,7 miliardi di USD in poco più di cinque anni. Un prezzo proibitivo, ma largamente inferiore alle ordinarie spese militari degli USA. 
Il documento originale e integrale di presentazione del modulo in powerpoint è questo.

(fonti: Io9, Yahoo)

domenica 18 aprile 2010

Barak Obama: la luna non basta...



Barak Obama ha comunicato il 15 aprile la sua intenzione di aumentare il budget della NASA di 6 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni, come investimento nel futuro dell’America, e al tempo stesso una sfida per l’agenzia spaziale a sviluppare il suo patrimonio di innovazione e scoperta.
"Quello che vogliamo fare non è semplicemente continuare sulla stessa strada”, ha affermato il Presidente. "Vogliamo entrare nel futuro. Vogliamo ottenere risultati storici, che rappresentino una trasformazione della NASA."
Rivolgendosi ad una platea formata da centinaia di persone nel Kennedy Space Center in Florida all’apertura della "Conference on the American Space Program for the 21st Century", Obama ha confermato ai presenti il suo sostegno alla NASA.
Nessuno è più convinto di me della necessità di procedere con il volo spaziale umano, l’esplorazione dello spazio con esseri umani a bordo, ma non possiamo farlo alla vecchia maniera, bensì attraverso un approccio intelligente che ci permetta di arrivare dove vogliamo."
Obama è stato presentato alla platea dall’Amministratore della NASA Charles Bolden. Prima del video in fondo al post, riportiamo alcuni passaggi di questo discorso emozionante e dalla portata storica, il cui testo integrale è disponibile qui, nel sito della NASA.

Svilupperemo l’esplorazione automatizzata del sistema solare, compresa l’osservazione dell’atmosfera del sole, nuove missioni dirette verso Marte e altre destinazioni, e un nuovo telescopio avanzato che si affianchi ad Hubble, che ci permetta di guardare l’Universo più in profondità di quanto sia mai stato fatto.”

All’inizio del prossimo decennio, una serie di voli con equipaggio eseguiranno i test dei sistemi richiesti per l’esplorazione al di là dell’orbita terrestre, ed entro il 2025 vi saranno nuovi velivoli spaziali sviluppati per viaggi di lunga durata, che ci consentano di intraprendere le prime missioni con equipaggio nella storia umana dirette oltre la luna, nello spazio profondo. Inizieremo inviando astronauti su di un asteroide per la prima volta nella storia. A metà degli anni ’30, credo che saremo in grado di inviare astronauti nell’orbita di Marte che siano in grado di rientrare sulla terra, e poi l’atterraggio su Marte sarà la fase successiva. Ed è mia intenzione essere ancora lì ad assistere allo spettacolo.”

Un po’ più di 40 anni fa, gli astronauti scesero i nove pioli della scala del modulo lunare Eagle, e ai loro piedi fu permesso di toccare la polverosa superficie della sola luna del nostro pianeta. Fu il culmine di una scommessa pericolosa e azzardata, un’impresa che ci ha spinto al limite della nostra conoscenza, della nostra abilità tecnologica, della nostra intrinseca facoltà di esseri umani di risolvere problemi. Non si trattò soltanto del più grande risultato della storia della NASA, ma di uno dei maggiori della storia dell’umanità.
E la domanda che dobbiamo porci oggi è se sia trattato dell’inizio, o della fine di qualcosa. Io scelgo di pensare che fosse solo l’inizio
.”





sabato 23 gennaio 2010

Missione ExoMars in partenza nel 2016.

ESA e NASA hanno rivolto ai ricercatori di tutto il mondo l'invito a contribuire con proprie proposte inerenti la missione congiunta diretta verso Marte, la ExoMars Trace Gas Orbiter (foto). La navetta, il cui lancio è attualmente previsto per il 2016, sarà prevalentemente utilizzata per lo studio dei componenti più rarefatti dell'atmosfera marziana, fra i quali le misteriose tracce di metano che potrebbero indicare la presenza di vita su Marte.
Chiarire se vi sia mai stata o se tuttora possa esservi vita sul pianeta è una delle più stimolanti sfide scientifiche dei nostri tempi. Entrambe le missioni previste dal programma ExoMars hanno questo ambizioso obiettivo.
La prima navetta ad essere inviata sarà la Trace Gas Orbiter, che l'ESA assemblerà e la NASA invece lancerà.
Attualmente, entrambe le agenzie spaziali hanno diffuso un Announcement of Opportunity con cui invitano tutti i ricercatori a proporre strumenti da inserire nella missione. Tutte le proposte saranno quindi valutate e alle equipe vincitrici verranno assegnati i compiti di assemblare l'effettivo macchinario.
Uno Joint Instrument Definition Team è stato nominato allo scopo di definire il carico ammissibile sulla base della tecnologia attuale, ma il passaggio dal progetto alla realtà sarà opera della comunità scientifica. “Siamo aperti a qualunque proposta di strumento che sia in grado di aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi scientifici” ha dichiarato Jorge Vago, Project Scientist dell'ExoMars.
La priorità della missione sarà la mappatura delle tracce gassose nell'atmosfera marziana, fino all'individuazione di concentrazioni di entità chimiche dell'ordine di poche parti per milione. Fra i vari gas, uno soprattutto mostra una particolare importanza: il metano. La sua presenza su Marte è stata assodata nel 2003, ed è considerato un potenziale ‘biomarker’, ovvero un gas attivamente prodotto nei cicli biologici. Capire se il metano provenga dalla vita o da processi geologici e vulcanici è un obiettivo primario. “Il metano è l'ago della bilancia su cui costruire la conoscenza scientifica di Marte” ha anche dichiarato Vago.
Un altro mistero è rappresentato dall'osservazione che il metano si concentra in tre sole zone del pianeta (foto), per poi scomparire dall'atmosfera più rapidamente di quanto atteso dai ricercatori. Questo indicherebbe un meccanismo di esaurimento sconosciuto e molto più potente di qualunque processo noto sulla Terra, e potrebbe anche implicare un processo di produzione tanto più veloce da aver prodotto così grandi quantità iniziali di gas.
(Fonte: ESA - traduz. F.T.)

venerdì 4 settembre 2009

Astronauti Nasa in ”sciopero” contro le carrette dello spazio

(Libero news, 02.09.2009)

Obama ha cancellato la Luna. Una commissione governativa composta da ricercatori, rappresentanti della Casa Bianca ed ex astronauti ha preso atto dei tagli che il presidente ha annunciato sul budget della Nasa. Concludendo che le risorse disponibili sono sideralmente lontane dai 150 miliardi dollari necessari per rimandare l’uomo sulla superficie del nostro satellite entro il 2020. Così rischia di finire nel congelatore l’intero progetto Constellation, varato dall’ex presidente George W. Bush.

La notizia non era inattesa. Libero l’aveva anticipata all’inizio del mese di giugno. Ora però c’è la certezza. Finisce in soffitta pure l’imponente programma di ricerca scientifica e tecnologica per sviluppare la generazione di veicoli spaziali destinati a sostituire le navette shuttle. Entrate in servizio all’inizio degli anni Ottanta sono prossime all’ultimo atterraggio. Sono previsti altri sei voli, per portare uomini e rifornimenti alla stazione spaziale orbitante. Dopodiché, tra la fine del 2010 e l’inizio dell’anno successivo, diventeranno ferraglia da rottamare.

E qui entrava in gioco il nuovo veicolo spaziale su cui Bush aveva scommesso per rilanciare gli Usa come potenza interplanetaria. La navicella Orion, stretta parente della vecchia Apollo che nel 1969 aveva portato gli astronauti americani sulla Luna, doveva entrare in servizio nel 2015. Il tempo necessario per sviluppare il gigantesco razzo vettore Ares 5, capace di portare fuori dall’atmosfera terrestre 5 astronauti e una quantità notevole di rifornimenti. A cominciare dalle riserve di ossigeno.

Fin qui la storia che Libero aveva anticipato. Ma c’è una novità. Visto che la finestra fra l’ultimo decollo degli Shuttle e il primo della Orion pare destinata ad allungarsi fino al 2028 c’è chi a Washington pensava di salvare la faccia utilizzando razzi cargo per spedire gli astronauti americani almeno sulla stazione spaziale orbitante. L’alternativa è di quella da far venire la pelle di cappone anche al meno patriottico fra gli statunitensi: chiedere un passaggio ai russi sulle navicelle Soyuz, sopravvissute al crollo dell’impero sovietico. Oppure ai cinesi, che nel 2003 hanno spedito in orbita il loro primo taikonauta (dal cinese "tàikong”).

Possibile che lo zio Sam chieda un taxi spaziale agli ex nemici storici. Possibile, ma molto, molto difficile. Ecco perché alcuni cervelloni dell’entorurage di Obama hanno partorito l’idea di impiegare razzi cargo modificati. Le società produttrici sono già state contattate e hanno dato piena disponibilità. A cominciare dalla Lockheed Martin. Ma c’è un problemino che forse nessuno - né alla Casa Bianca né alla Nasa - aveva considerato: gli astronauti hanno fatto sapere che non intendono volare su razzi destinati a lanciare in orbita dei satelliti o poco più. E non è escluso che dichiarino il primo sciopero dello spazio nella storia dell’uomo.

In realtà esiste una terza eventualità, che la Nasa non vuole neppure prendere in considerazione. Si tratta di un progetto, nome in codice Direct 2.0, elaborato da un gruppo di 100 fra ricercatori e scienziati usciti a vario titolo dall’ente spaziale Usa. Il progetto sfrutta i motori attualmente impiegati dallo Shuttle e i tre serbatoi di carburante che lo spingono in orbita. Nessuna nuova tecnologia. Costo complessivo 16 miliardi di dollari per lo sviluppo più altri 19 miliardi per garantire i primi 3 anni di missioni. Ritorno sulla Luna garantito entro il 2017. Primi lanci fra il 2014 e il 2015. Ma forse questa idea ha il “difetto” di costare troppo poco. E di rendere ancora meno ai contractor che lavorano per la Nasa. Resta da capire se su questo razzo gli astronauti ci salirebbero.